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calendar_month 20/05/2026 - di Zfarma - Pubblicato in Articoli
Negli ultimi giorni il termine “hantavirus” è tornato al centro dell’attenzione mediatica dopo alcuni casi collegati a un focolaio identificato su una nave da crociera internazionale. Quando emergono notizie legate a virus poco conosciuti, è normale che si creino dubbi e preoccupazioni.
In questi casi, però, è importante distinguere le informazioni corrette dagli allarmismi. L’hantavirus non è un virus nuovo, non si diffonde come l’influenza o il COVID-19 e, secondo le autorità sanitarie internazionali, il rischio per la popolazione generale resta molto basso.
Capire cos’è, come si trasmette e quali sono le situazioni realmente a rischio aiuta ad affrontare il tema in modo più consapevole.
Gli hantavirus sono una famiglia di virus trasmessi principalmente dai roditori. Alcune specie possono infettare l’uomo e causare malattie anche serie, che variano a seconda dell’area geografica e del tipo di virus coinvolto.
Nelle Americhe, alcune varianti possono provocare la cosiddetta sindrome polmonare da hantavirus (HPS), una malattia respiratoria potenzialmente grave. In Europa e Asia, invece, sono più frequenti forme che interessano principalmente i reni.
Il virus circola naturalmente tra alcuni roditori selvatici, che possono eliminarlo attraverso urine, saliva e feci senza mostrare sintomi evidenti.
L’attenzione mediatica recente è legata a un focolaio identificato a bordo della nave da crociera MV Hondius, collegato a casi di infezione da virus Andes, una rara variante di hantavirus presente soprattutto in Sud America.
Le autorità sanitarie internazionali, tra cui OMS, CDC ed ECDC, stanno monitorando la situazione, ma hanno ribadito che il rischio per la popolazione generale rimane molto basso e che non ci sono elementi che facciano pensare a uno scenario pandemico.
La particolarità del virus Andes è che, a differenza della maggior parte degli hantavirus, può raramente trasmettersi anche tra persone in presenza di contatti molto stretti e prolungati.
La modalità di trasmissione principale resta il contatto con roditori infetti o con ambienti contaminati dai loro escreti.
Il contagio può avvenire soprattutto:
Il rischio aumenta soprattutto in:
Secondo CDC ed ECDC, la trasmissione da persona a persona è rara e riguarda sostanzialmente il virus Andes.
I sintomi iniziali possono ricordare quelli di una comune infezione virale o influenzale, motivo per cui non sempre il riconoscimento è immediato.
Tra i sintomi più comuni:
In alcune forme più gravi possono comparire:
I sintomi possono comparire da una a sei settimane dopo l’esposizione.
Anche se non esistono prodotti specifici per prevenire l’hantavirus, alcune semplici misure igieniche possono aiutare a ridurre il contatto con polvere e superfici potenzialmente contaminate, soprattutto durante la pulizia di ambienti chiusi, cantine, garage, soffitte o case rimaste inutilizzate a lungo.
Tra i prodotti disponibili su Zfarma ci sono diverse soluzioni utili per migliorare l’igiene personale:
L’hantavirus si trasmette facilmente?
No, nella maggior parte dei casi il contagio avviene tramite contatto con roditori infetti o ambienti contaminati.
È come il COVID-19?
No. Gli esperti e le autorità sanitarie internazionali hanno chiarito che il rischio di diffusione nella popolazione generale è molto basso.
Esiste un vaccino?
Attualmente non esiste un vaccino ampiamente disponibile per la prevenzione dell’hantavirus.
In Italia bisogna preoccuparsi?
Al momento il rischio nel nostro Paese è considerato molto basso.
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