Come gestire la sindrome del colon irritabile

calendar_month 30/09/2026 - Pubblicato in  Rimedi per disturbi comuni

La sindrome del colon irritabile, chiamata anche sindrome dell’intestino irritabile (IBS), è un disturbo gastrointestinale molto comune che interessa il funzionamento dell’intestino e può influire in modo significativo sul benessere quotidiano. Si tratta di una condizione cronica o ricorrente, caratterizzata da periodi in cui i disturbi possono diventare più evidenti alternati a fasi di relativo benessere.

A differenza di altre patologie intestinali, il colon irritabile non è associato a lesioni o alterazioni strutturali dell’intestino facilmente identificabili attraverso gli esami diagnostici di routine. Rientra infatti nei cosiddetti disturbi dell’interazione intestino-cervello, nei quali entrano in gioco diversi meccanismi legati alla sensibilità e alla motilità intestinale, alla comunicazione tra intestino e sistema nervoso e ad altri fattori individuali.

Proprio perché può manifestarsi in maniera diversa da persona a persona, imparare a conoscere questa condizione è importante per affrontarla correttamente e capire quando è opportuno rivolgersi al medico. In questo articolo approfondiremo il colon irritabile, concentrandoci sugli aspetti più utili per la sua gestione nella vita quotidiana.

Sintomi del colon irritabile

I sintomi del colon irritabile possono presentarsi con caratteristiche e intensità differenti da persona a persona e possono variare anche nel corso del tempo. Il disturbo più caratteristico è il dolore addominale ricorrente, spesso associato alla defecazione e a cambiamenti nella frequenza o nella consistenza delle feci.

Tra le manifestazioni più comuni rientrano anche gonfiore e distensione addominale, sensazione di tensione o pesantezza, aumento dei gas intestinali e alterazioni dell'evacuazione. Alcune persone presentano prevalentemente diarrea, altre soprattutto stitichezza, mentre in altri casi i due disturbi possono alternarsi.

Può comparire inoltre una sensazione di evacuazione incompleta, con la percezione di non aver svuotato completamente l'intestino, oppure un cambiamento nella frequenza con cui si va in bagno. In alcuni casi può essere presente anche muco nelle feci.

L'andamento è spesso discontinuo: possono esserci periodi nei quali i disturbi sono lievi o quasi assenti e altri in cui diventano più frequenti e fastidiosi. Per questo motivo è utile osservare nel tempo eventuali cambiamenti delle proprie abitudini intestinali e parlarne con il medico, soprattutto quando i sintomi persistono.

La presenza di questi disturbi non è però sufficiente, da sola, per stabilire che si tratti di sindrome dell’intestino irritabile. Dolore addominale e alterazioni dell’evacuazione possono avere numerose cause, perciò in presenza di sintomi persistenti è importante rivolgersi al medico per ottenere una corretta valutazione.

Cosa mangiare con il colon irritabile

In presenza di colon irritabile, l'alimentazione può avere un ruolo importante nella gestione dei disturbi, ma non esiste un elenco di alimenti adatto indistintamente a tutte le persone. La risposta ai diversi cibi è infatti molto soggettiva: un alimento ben tollerato da qualcuno può provocare maggiore gonfiore o alterazioni intestinali in un'altra persona.

In generale, può essere utile seguire un'alimentazione varia, equilibrata e regolare, evitando pasti eccessivamente abbondanti e cercando di mangiare lentamente. Tra gli alimenti che possono trovare spazio nella dieta, in base alla propria tolleranza individuale, rientrano:

  • cereali e derivati, come riso, avena, mais, quinoa, pane e pasta, scegliendo tipologia e quantità in base alla risposta individuale;
  • verdure, preferibilmente inizialmente cotte se quelle crude risultano difficili da digerire, come zucchine, carote, melanzane e spinaci;
  • frutta, consumata in porzioni adeguate e privilegiando le varietà meglio tollerate;
  • fonti proteiche come pesce, uova e carni magre;
  • olio extravergine di oliva, utilizzato come principale condimento;
  • acqua, da assumere regolarmente durante la giornata per mantenere una corretta idratazione.

Anche latte e derivati possono rientrare nell’alimentazione se ben tollerati; in presenza di intolleranza al lattosio può invece essere utile valutare alternative prive di lattosio.

Le fibre meritano particolare attenzione. Non tutte hanno lo stesso effetto sull'intestino: in alcune persone, soprattutto le fibre solubili, come quelle presenti nell'avena e nello psillio, possono contribuire alla regolarità intestinale. Un aumento improvviso o eccessivo delle fibre può invece accentuare gonfiore e produzione di gas, perciò è preferibile incrementarne l'assunzione gradualmente.

Quando i disturbi sono frequenti, può essere utile tenere per qualche settimana un diario alimentare, annotando ciò che si mangia e l'eventuale comparsa di disturbi intestinali. Questo può aiutare a individuare possibili associazioni senza eliminare inutilmente intere categorie di alimenti.

Cibi da evitare con l’intestino irritabile

Anche per i cibi da evitare con l’intestino irritabile non esiste una lista valida per tutti. La tolleranza alimentare è molto individuale e, prima di eliminare un alimento dalla propria dieta, è importante capire se esiste effettivamente un'associazione tra il suo consumo e la comparsa o il peggioramento dei disturbi.

Alcuni alimenti, tuttavia, possono più facilmente favorire gonfiore, produzione di gas, dolore addominale, diarrea o alterazioni dell'evacuazione nelle persone predisposte. Tra quelli da limitare quando si nota un peggioramento dei sintomi rientrano:

  • cibi molto grassi, come fritture, insaccati, salse particolarmente elaborate e preparazioni ricche di grassi;
  • alimenti piccanti o molto speziati, soprattutto quando si nota una relazione con la comparsa dei disturbi;
  • alcolici e bevande contenenti elevate quantità di caffeina;
  • bevande gassate, che possono aumentare la sensazione di gonfiore e distensione addominale;
  • dolcificanti come sorbitolo, mannitolo e xilitolo, presenti anche in alcune gomme da masticare e prodotti senza zucchero, che in quantità elevate possono avere un effetto lassativo e aumentare la fermentazione intestinale;
  • latte e alcuni latticini nelle persone che presentano anche una ridotta capacità di digerire il lattosio.

In alcuni casi il medico o il dietista può proporre una dieta a basso contenuto di FODMAP, un gruppo di carboidrati fermentabili scarsamente assorbiti nell'intestino tenue. Ne sono fonti, per esempio, alcuni tipi di frutta e verdura, legumi, frumento e segale, latte e latticini contenenti lattosio e determinati dolcificanti. Nelle persone sensibili possono richiamare acqua nell'intestino ed essere rapidamente fermentati dai batteri intestinali, favorendo gas, gonfiore e alterazioni dell'alvo.

Questo non significa, però, che tutti gli alimenti contenenti FODMAP debbano essere eliminati. Una dieta a basso contenuto di FODMAP prevede una restrizione temporanea seguita dalla progressiva reintroduzione dei diversi alimenti, con l'obiettivo di individuare quali siano effettivamente responsabili dei disturbi e in quali quantità vengano tollerati. Per evitare carenze o restrizioni alimentari non necessarie, è consigliabile intraprendere questo percorso con il supporto di un medico o di un professionista della nutrizione.

Farmaci per il colon irritabile

Il trattamento farmacologico della sindrome del colon irritabile dipende soprattutto dai disturbi predominanti. Non esiste infatti un unico farmaco adatto a tutti: la terapia può essere orientata, a seconda dei casi, al controllo del dolore e dei crampi addominali oppure alla gestione di diarrea o stitichezza. La scelta dovrebbe quindi tenere conto delle caratteristiche e della frequenza dei sintomi, evitando il ricorso prolungato al fai da te.

Per dolore addominale e crampi, il medico o il farmacista può consigliare medicinali ad azione antispastica, utili per ridurre le contrazioni della muscolatura intestinale responsabili degli spasmi. In presenza di diarrea, invece, possono essere impiegati in situazioni selezionate medicinali che rallentano il transito intestinale, mentre quando prevale la stitichezza il trattamento può prevedere prodotti che favoriscono l'evacuazione. La scelta del medicinale e la durata del trattamento devono essere valutate in base alla situazione individuale, soprattutto quando i disturbi sono persistenti o ricorrenti.

Tra i medicinali specificamente utilizzati per alcuni sintomi associati alla sindrome dell'intestino irritabile troviamo BuscoIBS, un medicinale di origine vegetale a base di olio di menta piperita. Ogni capsula molle gastroresistente contiene 0,2 ml, equivalenti a 181,6 mg, di olio di menta piperita. È indicato per il sollievo di dolore addominale, spasmi minori del tratto gastrointestinale (crampi) e flatulenza (gonfiore), in particolare nei pazienti con sindrome dell'intestino irritabile. È destinato ad adulti e adolescenti dai 12 anni di età con peso di almeno 40 kg.

BuscoIBS deve essere utilizzato seguendo le indicazioni riportate nel foglio illustrativo o quelle fornite dal medico o dal farmacista. Se i sintomi peggiorano o non migliorano dopo due settimane, è necessario rivolgersi al medico.

Integratori e dispositivi medici per il colon irritabile

Accanto alle modifiche dell’alimentazione e, quando necessario, alle terapie farmacologiche, tra i rimedi per il colon irritabile ci sono integratori e dispositivi medici che possono essere utilizzati per intervenire su specifici disturbi associati, come gonfiore, irregolarità intestinale e alterazioni della flora batterica. La scelta dipende però dai sintomi predominanti e dalle caratteristiche del singolo prodotto.

Tra questi troviamo Laevolac Colon Irritabile, un dispositivo medico a base di polisaccaridi derivati da goji e aloe, zeolite micronizzata e Lactobacillus plantarum tindalizzato. La sua azione è di tipo meccanico: contribuisce a proteggere la mucosa dalle sostanze irritanti, favorisce la rimozione delle sostanze dannose e l’assorbimento dei gas intestinali e aiuta a riequilibrare il microbiota. È indicato per il trattamento della sindrome dell’intestino irritabile e dei disturbi che possono accompagnarla, come dolore, gonfiore, distensione e irregolarità intestinale.

Anche Colilen IBS di Aboca è un dispositivo medico destinato al trattamento della sindrome dell’intestino irritabile. La sua azione è legata ad ActiMucin, un complesso molecolare brevettato costituito da resine derivate dall'incenso, polisaccaridi da aloe vera e polifenoli da camomilla e melissa. Il complesso interagisce con la superficie della mucosa intestinale formando un film protettivo che limita il contatto con le sostanze irritanti. Il prodotto è indicato in presenza di dolore, gonfiore, distensione e fastidio addominale, associati o meno a stitichezza, diarrea o alternanza delle due condizioni. 

Un approccio differente è quello di Butyrose LSC Microcaps, classificato come alimento dietetico destinato a fini medici speciali. È formulato con butirrato di sodio microincapsulato e utilizza una tecnologia a lento rilascio nel colon-retto. Il butirrato è un acido grasso a corta catena naturalmente prodotto anche dalla fermentazione delle fibre alimentari da parte del microbiota intestinale. Il prodotto è destinato alla dieta di persone con colonpatie associate ad alterato trofismo della mucosa intestinale, tra cui il colon irritabile, e nei disturbi dell'attività contrattile e motoria del colon; inoltre, contribuisce a creare un ambiente favorevole alla flora batterica simbionte.

Zymerex Regola-IBS è invece un integratore alimentare che combina butirrato di sodio, estratti di malva e partenio, olio essenziale di menta e tre ceppi probiotici: Lactobacillus plantarum PBS067, Lactobacillus rhamnosus LRH020 e Bifidobacterium animalis subsp. lactis BL050. La formulazione è pensata per agire su più aspetti del benessere intestinale: la malva favorisce la regolarità del transito e la normale consistenza delle feci, mentre la menta contribuisce alla regolare motilità gastrointestinale e all'eliminazione dei gas. I probiotici sono invece impiegati per favorire l'equilibrio della flora batterica intestinale.

La presenza di formulazioni molto diverse tra loro mostra perché, quando si cerca un integratore o un prodotto per il colon irritabile, sia preferibile non scegliere esclusivamente in base al nome commerciale o alla presenza di un singolo ingrediente. È importante considerare quali disturbi prevalgono e, soprattutto in caso di sintomi persistenti, ricorrenti o particolarmente intensi, confrontarsi con il medico o il farmacista per individuare l'approccio più appropriato.

Come gestire l'intestino irritabile nella vita quotidiana

La gestione della sindrome dell’intestino irritabile richiede spesso un approccio personalizzato, perché sintomi e fattori scatenanti possono essere molto diversi da una persona all’altra. Osservare le proprie abitudini intestinali, prestare attenzione all’alimentazione e individuare insieme a un professionista sanitario gli interventi più adatti può aiutare a tenere sotto controllo i disturbi.

Farmaci, integratori e altri prodotti possono rappresentare un supporto in situazioni specifiche, ma devono essere scelti in funzione dei sintomi e delle caratteristiche individuali. In presenza di disturbi persistenti, di un peggioramento improvviso o di segnali d’allarme è invece importante rivolgersi al medico.

 
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