Emorroidi: cosa sono e come si curano

calendar_month 16/09/2026 - Pubblicato in  Rimedi per disturbi comuni

Le emorroidi sono strutture anatomiche normalmente presenti nella parte terminale del retto e del canale anale. Sono costituite da cuscinetti di tessuto ricchi di vasi sanguigni, sostenuti da fibre elastiche e tessuto connettivo, e contribuiscono alla normale continenza, aiutando a mantenere una corretta chiusura del canale anale.

Nel linguaggio comune, però, con il termine “emorroidi” si indica spesso la malattia emorroidaria, una condizione in cui i cuscinetti emorroidari aumentano di volume e possono progressivamente spostarsi dalla loro posizione fisiologica.

In questo articolo approfondiremo cosa sono le emorroidi e le cause, i sintomi e i rimedi per la malattia emorroidaria.

Perché vengono le emorroidi

La malattia emorroidaria può svilupparsi quando aumenta la pressione sui vasi sanguigni presenti nella zona anale oppure quando i tessuti che sostengono i cuscinetti emorroidari tendono progressivamente a perdere elasticità. In queste condizioni, le emorroidi possono aumentare di volume e, nei casi più avanzati, spostarsi verso l’esterno del canale anale.

Tra i fattori che possono favorire la comparsa delle emorroidi rientra soprattutto la stitichezza, in particolare quando comporta sforzi frequenti e prolungati durante l’evacuazione. Anche episodi ricorrenti di diarrea e trascorrere molto tempo seduti sul WC sono fattori che possono contribuire al problema.

La gravidanza rappresenta un altro periodo in cui le emorroidi possono comparire più facilmente, sia per i cambiamenti ormonali sia per l’aumento della pressione esercitata dall’utero sui vasi sanguigni del bacino. Anche il parto può favorirne temporaneamente la comparsa.

Altri possibili fattori predisponenti sono la sedentarietà, il sovrappeso, il sollevamento frequente di carichi pesanti e, più in generale, tutte le condizioni che determinano un aumento ripetuto della pressione addominale. Con l’avanzare dell’età, inoltre, i tessuti di sostegno della zona anorettale possono diventare meno elastici, aumentando la predisposizione alla malattia emorroidaria.

Emorroidi interne ed esterne

Per identificare correttamente il tipo di disturbo presente e il trattamento migliore, è bene sapere la differenza tra emorroidi interne ed esterne. Queste si distinguono principalmente in base alla loro posizione rispetto al canale anale. Entrambe fanno parte della normale anatomia della regione anorettale, ma possono diventare problematiche quando aumentano di volume, prolassano o sviluppano complicazioni.

Le emorroidi interne si trovano all’interno del canale anale, al di sopra della linea dentata. Nelle fasi iniziali possono non essere visibili dall’esterno, mentre nei casi più avanzati possono scendere verso l’apertura anale e dare origine a un prolasso emorroidario. In base all’entità del prolasso, le emorroidi interne vengono generalmente classificate in diversi gradi.

Le emorroidi esterne, invece, sono localizzate nella parte più esterna del canale anale, al di sotto della linea dentata, e possono essere percepite come piccoli rigonfiamenti intorno all’ano. In alcuni casi può formarsi al loro interno un coagulo di sangue, dando origine a una trombosi emorroidaria esterna, che può provocare dolore anche intenso.

Sintomi delle emorroidi

I sintomi delle emorroidi possono variare in base alla loro localizzazione e al grado della malattia emorroidaria. In alcuni casi il disturbo può essere lieve o poco evidente, mentre in altri può provocare un disagio più marcato, soprattutto durante e dopo l’evacuazione.

Uno dei segnali più comuni è il sanguinamento, generalmente di colore rosso vivo, che può essere visibile sulla carta igienica, sulle feci o nel WC. Possono comparire anche prurito, bruciore, irritazione e sensazione di fastidio nella zona anale, talvolta accompagnati dalla percezione di gonfiore o di un corpo estraneo.

Le emorroidi interne possono andare verso l’esterno durante l’evacuazione, dando origine al cosiddetto prolasso emorroidario. A seconda della gravità, possono rientrare spontaneamente oppure richiedere una riduzione manuale. Le emorroidi esterne, invece, possono risultare più facilmente percepibili al tatto e diventare particolarmente dolorose in caso di trombosi.

Il dolore intenso non è sempre tipico delle emorroidi e può essere associato anche ad altre condizioni della zona anale. Per questo motivo, soprattutto in presenza di sanguinamento persistente, dolore importante o sintomi ricorrenti, è consigliabile rivolgersi al medico per una valutazione accurata.

Cosa mangiare con le emorroidi

In presenza di emorroidi, l’alimentazione può contribuire a mantenere le feci più morbide e regolari, riducendo la necessità di sforzarsi durante l’evacuazione. Per questo motivo è utile privilegiare una dieta ricca di fibre, aumentando gradualmente il loro apporto per evitare gonfiore e fastidi intestinali.

Tra gli alimenti da preferire rientrano frutta e verdura, legumi, cereali integrali e altri alimenti naturalmente ricchi di fibre. Possono essere utili, per esempio, kiwi, pere, prugne, verdure a foglia, avena e pane o pasta integrali, da inserire nell’ambito di un’alimentazione varia ed equilibrata.

Un ruolo importante è svolto anche dall’idratazione. Bere una quantità adeguata di acqua durante la giornata aiuta le fibre a svolgere correttamente la loro funzione e può favorire una consistenza delle feci più morbida. L’aumento delle fibre senza un sufficiente apporto di liquidi, al contrario, può peggiorare la stitichezza in alcune persone.

Non esiste invece una lista di cibi da non mangiare per le emorroidi. Può però essere utile evitare alimenti che possono favorire la stitichezza, rendere le feci più dure o aumentare l’irritazione della zona anale. Tra questi ci sono quelli piccanti, speziati, grassi e poveri di fibre. Può inoltre essere utile moderare alcol e bevande contenenti caffeina qualora favoriscano alterazioni dell’alvo o aumentino il fastidio individuale.

Rimedi per le emorroidi

I rimedi per le emorroidi dipendono dall’intensità dei disturbi, dalla durata dei sintomi e dal grado della malattia emorroidaria. Nei casi più lievi possono essere sufficienti alcuni accorgimenti sullo stile di vita, associati a prodotti per uso locale, mentre nelle forme più importanti o persistenti può essere necessario ricorrere a farmaci specifici o a trattamenti ambulatoriali e chirurgici.

Sarà quindi il medico, generalmente dopo una visita proctologica, a individuare la soluzione più appropriata. Di seguito vedremo i rimedi principali.

Integratori per le emorroidi

Gli integratori per le emorroidi vengono generalmente utilizzati come supporto nell’ambito di un approccio più ampio al problema. Alcune formulazioni contengono sostanze come diosmina, esperidina, flavonoidi o estratti vegetali impiegati per sostenere la funzionalità del microcircolo e il tono venoso.

Un esempio è Proctolyn Integra Plus Forte, contenente diosmina micronizzata, esperidina, Ruscus aculeatus, bromelina, ananas, vitamina C e resveratrolo. La formulazione è pensata per favorire la funzionalità del microcircolo e la normale circolazione venosa del plesso emorroidario, oltre a contribuire alla normale formazione del collagene per la funzione dei vasi sanguigni e alla protezione delle cellule dallo stress ossidativo.

Gli integratori non sostituiscono eventuali terapie prescritte dal medico e la loro utilità deve essere valutata in base alle caratteristiche individuali e alla composizione del prodotto.

Farmaci per le emorroidi

I farmaci per le emorroidi possono essere utilizzati per controllare temporaneamente i sintomi, soprattutto durante le fasi acute.

Esistono medicinali per uso locale sotto forma di creme, pomate o supposte, alcuni dei quali contengono anestetici locali per ridurre dolore e bruciore oppure corticosteroidi per contrastare l'infiammazione. Tra questi c’è Proctosedyl, una crema a base di idrocortisone acetato (antinfiammatorio corticosteroide), amileina e benzocaina (anestetici), esculina (protettore vascolare) e benzalconio cloruro (antisettico). Agisce riducendo prurito, infiammazione, gonfiore e bruciore, risultando utile specialmente nelle fasi infiammatorie  delle emorroidi interne o esterne.

Un altro trattamento locale è la Preparazione H, disponibile in forma di unguento o supposte. Questa è a base di estratto di cellule di Saccharomyces Cerevisiae, con un’azione che dona sollievo e favorisce la rigenerazione dei tessuti irritati.

Esistono inoltre farmaci sistemici ad azione venotonica e vasoprotettrice, utilizzati anche nel trattamento della malattia emorroidaria. Un esempio è Daflon 500 mg, medicinale a base di una frazione flavonoica purificata e micronizzata costituita da 450 mg di diosmina e 50 mg di esperidina. Questi principi attivi agiscono sul sistema venoso e sul microcircolo e possono essere utilizzati come supporto nel trattamento degli stati emorroidali.

La scelta del medicinale e la durata del trattamento devono essere sempre valutate in base alla situazione individuale e seguendo le indicazioni del foglietto illustrativo, del medico o del farmacista.

Creme lenitive ed emollienti

Accanto ai farmaci per uso locale possono essere utilizzate anche creme lenitive ed emollienti, pensate per proteggere la zona anale e perianale e ridurre sensazioni di fastidio, irritazione, prurito e bruciore. Questi prodotti non agiscono sulla causa della malattia emorroidaria, ma possono rappresentare un supporto utile soprattutto quando la cute risulta sensibile o irritata.

Un esempio è Anonet Plus, trattamento emolliente e lenitivo specifico per la zona esterna anale e perianale. La formulazione contiene ossido di zinco e olio di mandorle dolci, che contribuiscono a creare uno strato protettivo e a sostenere la barriera cutanea, insieme a fitoestratti di Malva, Calendula, Gaultheria, Ippocastano, Hamamelis e Centella. Il prodotto è indicato per offrire sollievo in presenza di prurito, bruciore, piccoli arrossamenti e fastidi della zona perianale.

Le creme lenitive possono quindi affiancare le altre misure adottate per il benessere della zona anale, ma in presenza di dolore intenso, sanguinamento persistente o disturbi che non migliorano è opportuno rivolgersi al medico.

Operazione per le emorroidi

L'operazione per le emorroidi viene presa in considerazione soprattutto quando la malattia è più avanzata, i sintomi sono persistenti oppure le terapie conservative non risultano sufficienti. Non sempre è necessario ricorrere a un vero e proprio intervento chirurgico: in alcuni casi possono essere utilizzate procedure ambulatoriali meno invasive.

Tra queste rientra, per esempio, la legatura elastica, utilizzata soprattutto per alcune forme di emorroidi interne. Altre tecniche possono prevedere procedure chirurgiche finalizzate a ridurre il prolasso o a rimuovere il tessuto emorroidario.

La scelta del trattamento dipende dal grado delle emorroidi, dalla presenza di prolasso, dall'intensità dei sintomi e dalle condizioni della persona. Sarà quindi il medico, generalmente dopo una visita proctologica, a individuare la soluzione più appropriata.

Domande frequenti sulle emorroidi

Come si fa a capire se sono emorroidi?

Le emorroidi possono manifestarsi con sanguinamento rosso vivo durante o dopo l’evacuazione, prurito, bruciore, gonfiore o fastidio nella zona anale. In presenza di emorroidi esterne può essere percepibile anche un piccolo rigonfiamento vicino all’ano. Questi sintomi, però, possono essere comuni anche ad altre condizioni, come ragadi anali o disturbi del tratto anorettale. Per una diagnosi corretta, soprattutto in caso di sanguinamento ricorrente o dolore importante, è consigliabile rivolgersi al medico.

Quanto dura un attacco di emorroidi?

La durata di un episodio emorroidario può variare da persona a persona e dipende dalla gravità del disturbo. Nelle forme più lievi, i sintomi possono migliorare nell’arco di pochi giorni, soprattutto adottando una corretta alimentazione, evitando sforzi durante l’evacuazione e utilizzando eventuali trattamenti indicati dal medico o dal farmacista. Se i disturbi persistono per più giorni, peggiorano o tendono a ripresentarsi frequentemente, è opportuno richiedere una valutazione medica.

Quando è necessaria l'operazione per le emorroidi?

L’intervento può essere preso in considerazione quando le emorroidi sono di grado avanzato, provocano un prolasso importante, sanguinano frequentemente o continuano a causare disturbi nonostante i trattamenti conservativi. Non sempre è necessario ricorrere alla chirurgia tradizionale: in alcuni casi possono essere utilizzate procedure ambulatoriali, come la legatura elastica. La scelta dipende dal tipo di emorroidi, dalla loro gravità e dalle caratteristiche del paziente e deve essere valutata dallo specialista.

Quali cibi dovrei evitare se ho le emorroidi?

Non esistono alimenti vietati in modo assoluto, ma è consigliabile limitare quelli che possono favorire la stitichezza o aumentare l’irritazione intestinale, come alimenti molto raffinati e poveri di fibre, pasti particolarmente grassi, cibi molto piccanti e un consumo eccessivo di alcol. È invece preferibile seguire un’alimentazione ricca di frutta, verdura, legumi e cereali integrali, accompagnata da un’adeguata assunzione di acqua, con l’obiettivo di favorire la regolarità intestinale e mantenere le feci morbide.

 
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