Melatonina: a cosa serve, come si assume ed effetti collaterali

calendar_month 23/09/2026 - Pubblicato in  Principi attivi ed estratti vegetali

La melatonina è un ormone prodotto naturalmente dall’organismo, principalmente dalla ghiandola pineale, una piccola struttura situata nel cervello. La sua funzione è strettamente legata alla regolazione del ritmo circadiano, cioè il sistema interno che contribuisce a scandire l’alternanza tra sonno e veglia nell’arco delle 24 ore.

La produzione di melatonina infatti aumenta nelle ore serali e durante la notte, quando la luminosità diminuisce, mentre si riduce al mattino con l’esposizione alla luce. Funziona quindi come una sorta di “segnale” che comunica all’organismo il momento biologicamente più adatto al riposo. Dato questo suo importante ruolo, è tra gli ingredienti più utilizzati negli integratori per dormire.

In questo articolo approfondiremo il suo funzionamento e come va utilizzata correttamente.

A cosa serve la melatonina

La melatonina viene utilizzata principalmente per favorire l’addormentamento e supportare la regolazione del ritmo sonno-veglia, soprattutto quando gli orari del riposo risultano alterati o poco regolari.

Negli integratori alimentari, la melatonina può contribuire alla riduzione del tempo necessario per prendere sonno: questo effetto si ottiene con l’assunzione di 1 mg di melatonina poco prima di coricarsi.

Può essere utile anche in caso di jet lag, cioè l’insieme dei disturbi temporanei che possono comparire dopo un viaggio attraverso diversi fusi orari. In questo caso, la melatonina contribuisce ad alleviare gli effetti del jet lag con un’assunzione di almeno 0,5 mg poco prima di coricarsi il primo giorno di viaggio e per alcuni giorni dopo l’arrivo a destinazione.

L’utilizzo della melatonina può quindi essere preso in considerazione soprattutto quando si ha difficoltà ad addormentarsi o quando il normale ritmo circadiano viene modificato da cambiamenti di orario.

In presenza di disturbi del sonno persistenti, frequenti risvegli notturni o altri sintomi ricorrenti, è invece opportuno rivolgersi al medico per individuarne la causa. La melatonina non rappresenta infatti necessariamente la soluzione più appropriata quando le difficoltà del sonno sono legate a patologie, disturbi psicologici, farmaci assunti o altre condizioni che richiedono una valutazione specifica.

Come agisce la melatonina

Quando viene assunta per via orale, la melatonina viene assorbita dall’apparato gastrointestinale e passa nel circolo sanguigno, raggiungendo i tessuti su cui sono presenti i suoi specifici recettori. In particolare, agisce a livello del sistema nervoso centrale, contribuendo a rafforzare il segnale biologico associato alla fase notturna.

Il suo effetto è legato soprattutto alla capacità di anticipare o rafforzare il naturale aumento serale della melatonina già prodotta dall’organismo. Non agisce come un classico sedativo: non “spegne” direttamente l’attività cerebrale, ma interviene sui meccanismi che regolano l’orologio biologico e il passaggio dalla veglia al sonno.

Integratori con melatonina

Gli integratori con melatonina sono disponibili in diverse formulazioni, dalle compresse alle pastiglie gommose, fino alle gocce e ai film orodispersibili. La scelta può dipendere dalla modalità di assunzione preferita, dalla presenza di altri ingredienti associati e dal tipo di rilascio della melatonina.

Eccone alcuni integratori selezionati dai farmacisti di Zfarma:

È sempre consigliabile consultare il medico o il farmacista per definire quale integratore scegliere e se questi sono la soluzione giusta e adatta alla propria condizione.

Il medico potrebbe anche valutare l’assunzione di un farmaco a base di melatonina invece di un integratore. Questi possono contenere quantità di melatonina superiori all'apporto massimo giornaliero di 1 mg previsto in Italia per gli integratori alimentari e presentano specifiche indicazioni terapeutiche. Un esempio è Circadin, medicinale a rilascio prolungato contenente 2 mg di melatonina, indicato come monoterapia per il trattamento a breve termine dell'insonnia primaria caratterizzata da una scarsa qualità del sonno nei pazienti di età pari o superiore a 55 anni. Questi medicinali sono soggetti a prescrizione medica e vanno assunto secondo precise indicazioni.

Effetti collaterali della melatonina

La melatonina è generalmente ben tollerata quando viene assunta nelle quantità appropriate e per periodi limitati. Tuttavia, come qualsiasi sostanza attiva, può provocare alcuni effetti indesiderati, anche se non si manifestano necessariamente in tutte le persone.

Tra gli effetti indesiderati segnalati con l'assunzione di melatonina rientrano sonnolenzamal di testavertigini e nausea. In alcuni casi possono manifestarsi anche disturbi gastrointestinali, irritabilità o sogni particolarmente vividi.

La melatonina può inoltre interagire con alcuni farmaci, tra cui anticoagulanti, anticonvulsivanti, medicinali per la pressione arteriosa o il diabete e alcuni immunosoppressori. Chi segue una terapia farmacologica, soffre di patologie croniche o intende assumere melatonina per periodi prolungati dovrebbe quindi chiedere consiglio al medico o al farmacista prima dell’utilizzo.

In generale, gli effetti indesiderati sono più spesso lievi e transitori, mentre le reazioni serie risultano rare. In presenza di sintomi persistenti, intensi o insoliti è comunque opportuno interrompere l’assunzione e rivolgersi a un professionista sanitario.

Gli effetti della melatonina su cuore e pressione

Alle dosi normalmente utilizzate, non ci sono evidenze sufficienti per affermare che la melatonina sia dannosa per il cuore nelle persone sane. Alcuni medicinali a base di melatonina riportano tuttavia, tra gli effetti indesiderati meno frequenti, manifestazioni cardiovascolari come palpitazioni. Per questo motivo, chi soffre di patologie cardiovascolari o segue terapie specifiche dovrebbe chiedere consiglio al medico o al farmacista prima di assumerla.

La melatonina non determina abitualmente un aumento della pressione arteriosa nelle persone sane, ma in alcuni medicinali l'ipertensione è riportata tra gli effetti indesiderati non comuni. Inoltre, in presenza di patologie cardiovascolari e terapie antipertensive sono possibili interazioni che possono modificare la pressione o la frequenza cardiaca. Per questo, chi assume medicinali per la pressione dovrebbe evitare il fai da te e confrontarsi con un professionista sanitario.

In presenza di palpitazioni, variazioni significative della pressione, dolore al petto, capogiri importanti o altri sintomi insoliti, è opportuno interrompere l’assunzione e rivolgersi al medico.

Melatonina per mamme e bambini

Durante la gravidanza la melatonina non dovrebbe essere assunta autonomamente. I dati disponibili sull’utilizzo della melatonina nelle donne in gravidanza sono infatti ancora limitati e la sostanza è in grado di attraversare la placenta. Anche durante l’allattamento va fatta particolare attenzione, poiché la melatonina prodotta naturalmente dall'organismo è presente nel latte materno e si ritiene che anche quella assunta dall'esterno possa esservi secreta. Per questi motivi, le informazioni ufficiali dei medicinali a base di melatonina ne sconsigliano generalmente l’utilizzo in gravidanza e allattamento, salvo diversa valutazione del medico.

Per quanto riguarda i più piccoli, la melatonina non dovrebbe essere utilizzata nei neonati senza specifica indicazione medica. Nei bambini più grandi può essere utile in casi selezionati, per esempio in presenza di alcuni disturbi del neurosviluppo o di problemi cronici di addormentamento, sempre sotto supervisione pediatrica. Non dovrebbe però essere considerata una soluzione di prima scelta né un rimedio da utilizzare a lungo termine, anche perché gli studi sugli effetti prolungati nei bambini in crescita sono ancora limitati.

Quando viene prescritta o consigliata dal pediatra, l’assunzione dovrebbe essere generalmente temporanea e accompagnata da corrette abitudini del sonno, come orari regolari, riduzione degli stimoli serali, un ambiente tranquillo e una routine rilassante prima di andare a letto. L’obiettivo principale dovrebbe infatti restare quello di favorire lo sviluppo di un ritmo sonno-veglia naturale e regolare, creando un clima sereno che accompagni il bambino verso il riposo.

 
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